Simulatore Fotovoltaico: calcolo produzione e autoconsumo impianto FV
Questo simulatore fotovoltaico online ti aiuta a fare un primo calcolo impianto fotovoltaico:
inserisci indirizzo, consumi e dati dell’impianto per stimare producibilità PVGIS, produzione annua,
autoconsumo, immissione in rete (RID), CO₂ evitata e flussi economici.
È una stima indicativa, utile per confrontare scenari (kWp, inverter, batteria) e capire l’ordine di grandezza dei benefici.
Il grafico è attivo quando i consumi sono inseriti per mese: per ogni mese la somma
tra autoconsumo e prelievi da rete è pari al consumo totale impostato.
Dettaglio economico
Voce
kWh/anno
€/kWh
€ / anno
Totale beneficio annuo
€ —
Il beneficio considera solo autoconsumo e valorizzazione dell’energia immessa in RID.
Non include oneri fissi, O&M, incentivi, imposte o altre componenti tariffarie.
Assunzioni del modello
Producibilità da PVGIS (PVcalc) in kWh/kWp·anno al tilt/azimut scelti. Fallback per provincia se PVGIS non disponibile.
Il simulatore stima la produzione annua a partire da potenza installata, tilt, azimut e perdite.
La producibilità specifica viene ricavata da PVGIS usando le coordinate ottenute dall’indirizzo.
Successivamente viene stimata la quota di autoconsumo e l’energia in immissione (RID).
Restituisce: produzione (kWh/anno), autoconsumo (kWh e %), immissione (RID),
valore economico dell’autoconsumo e del RID, e CO₂ evitata. È pensato per confrontare scenari
(kWp, inverter, batteria, prezzi energia).
PVGIS è un riferimento molto usato per stimare l’energia producibile dai fotovoltaici a partire da dati climatici e irradiamento.
Qui PVGIS viene interrogato con latitudine/longitudine e con i tuoi parametri (tilt/azimut/perdite) per ricavare
la producibilità in kWh/kWp·anno e (quando disponibile) il dettaglio mensile.
Produzione: energia generata dall’impianto. Autoconsumo: quota usata sul posto (risparmio in bolletta).
Immissione: quota non consumata e ceduta alla rete; qui viene valorizzata come RID.
Sì. L’accumulo aumenta l’autoconsumo perché consente di usare parte dell’energia prodotta nelle ore in cui non stai consumando.
Il modello usa capacità (kWh), cicli/anno ed efficienza per stimare quanta energia può essere “spostata” dalla produzione ai consumi.
È una stima semplificata (non simulazione oraria), ma utile per capire l’ordine di grandezza.
La produzione PVGIS è una buona base, ma il reale dipende da ombreggiamenti, temperature, sporcizia,
limitazioni inverter, perdite specifiche e profilo dei consumi (orario). L’autoconsumo in particolare è molto sensibile alle abitudini
e agli spostamenti dei carichi (PDC, auto elettrica, elettrodomestici).
Come regola rapida: molte falde in Italia stanno tra 20–30°. Se l’impianto è esposto a Sud, azimut 0°.
Est ≈ -90°, Ovest ≈ +90°. Se hai dubbi, prova più combinazioni per vedere come varia la produzione.
Le perdite includono inefficienze (inverter, cablaggi, mismatch, temperatura, sporcizia, ecc.).
Per una stima preliminare è tipico un valore 12–15%. Se hai un progetto con dati più accurati, puoi adeguarlo.
Il costo energia prelievo dovrebbe essere un valore medio realistico della tua bolletta (€/kWh).
Il prezzo RID è una stima della valorizzazione dell’immesso: può cambiare nel tempo.
Il simulatore serve a confrontare scenari (non a fare previsioni perfette).
No: i calcoli avvengono nel browser. Le chiamate esterne servono solo per ottenere coordinate e producibilità.
Se vuoi massima riservatezza, puoi inserire un’indicazione meno precisa (es. solo Comune) e usare la producibilità come valore indicativo.
Sì per una stima preliminare. In ambito aziendale/condominiale i profili di carico e i vincoli di connessione sono spesso più complessi:
in questi casi una valutazione tecnica dedicata migliora molto l’accuratezza (profilazione consumi, configurazioni, pratiche).
FAQ – Fotovoltaico (guida rapida)
Domande frequenti sul fotovoltaico in generale: dimensionamento, incentivi, pratiche, accumulo,
ombreggiamenti, manutenzione, sicurezza e aspetti economici.
Dipende da consumi annui e soprattutto da quando consumi (profilo giornaliero). Come regola pratica:
un impianto ben dimensionato massimizza l’autoconsumo senza produrre troppo surplus.
In molti casi residenziali si ragiona su 3–6 kWp, ma con PDC/auto elettrica può salire.
Il simulatore serve per una prima stima; per un dimensionamento “giusto” serve valutare anche potenza disponibile,
spazio, ombreggiamenti e obiettivi (risparmio vs copertura).
kW è una potenza istantanea (quanto “spingi” in un momento). kWh è energia nel tempo (quanto “hai prodotto/consumato”).
kWp è la potenza di picco dei moduli in condizioni standard: è il valore usato per confrontare impianti fotovoltaici.
La producibilità tipica varia molto per zona e orientamento. In grandezza d’ordine si va spesso da ~1.000 a ~1.500 kWh/kWp·anno.
PVGIS aiuta a stimare la producibilità sulla base della località e della geometria (tilt/azimut/perdite).
Sud massimizza la produzione annua, ma Est/Ovest può aumentare l’autoconsumo perché spalma la produzione su mattino e pomeriggio.
In molte case Est/Ovest è una buona scelta se l’obiettivo è ridurre la bolletta più che massimizzare i kWh totali.
L’accumulo conviene soprattutto quando:
hai molti consumi serali/notturni,
hai PDC o auto elettrica con ricarica serale,
vuoi aumentare autoconsumo e ridurre prelievi,
hai tariffe molto alte e vuoi stabilizzare la spesa.
Va dimensionato in base a surplus tipico e profilo di consumo: “più grande” non è sempre “meglio”.
Sì, ma è semplice: controlli periodici, verifica inverter/monitoraggio, serraggi e pulizia se l’impianto è molto sporco (polveri, pollini, smog).
La cosa più utile è avere un monitoraggio per accorgersi subito di cali anomali.
Possono incidere molto: anche ombre parziali possono ridurre la produzione e attivare bypass sui moduli.
In presenza di ombre (camini, alberi, abbaini) è spesso utile valutare ottimizzatori o configurazioni stringhe dedicate.
In generale: il RID valorizza l’energia immessa con un corrispettivo legato ai prezzi di mercato (semplificando).
Altri meccanismi storici hanno logiche diverse. In ogni caso, l’obiettivo principale per una casa è massimizzare l’autoconsumo.
Dipende dal contesto (vincoli, potenza, tipologia): tipicamente ci sono pratiche edilizie (se necessarie),
richiesta di connessione al distributore, regolamento di esercizio, fine lavori e pratiche con GSE per la valorizzazione dell’energia.
Se sei in zona vincolata (paesaggistico/centro storico) la parte autorizzativa diventa centrale.
I moduli hanno tipicamente garanzie di potenza lunghe (decenni). L’inverter di solito ha vita più breve e può richiedere sostituzione nel tempo.
La durata reale dipende da qualità componenti, installazione, ventilazione e condizioni ambientali.
Sì: la PDC aumenta i consumi elettrici e può rendere più conveniente un FV ben dimensionato.
La strategia migliore è spesso spostare i consumi nelle ore di produzione (ACS, inerzia impianto, ricarichi programmati).
Confronta sempre: componenti (moduli/inverter), layout e ombre, garanzie, monitoraggio, quadro elettrico/protezioni, pratiche incluse,
tempi e assistenza post-vendita. Un preventivo serio è trasparente su cosa include e cosa esclude.
Pratiche di connessione fotovoltaico: allaccio, regolamento e GSE
Se il tuo obiettivo è “installare e produrre”, la parte che spesso crea ritardi è la pratica di connessione:
richiesta al distributore, preventivo, accettazione, iter tecnico, regolamento di esercizio, fine lavori,
messa in esercizio e attivazioni lato GSE (es. RID).
Qui sotto trovi una guida rapida e le FAQ più cercate su allaccio fotovoltaico, documenti e tempi.
Mi occupo delle pratiche tecniche/amministrative legate alla connessione e alla messa in esercizio, con documentazione ordinata e tempi sotto controllo.
Richiesta di connessione al distributore + gestione preventivo/accettazione
Regolamento di esercizio e allegati tecnici (schemi, protezioni, dichiarazioni)
Supporto fine lavori / messa in esercizio / iter di attivazione
Pratiche GSE legate alla valorizzazione dell’energia immessa (es. RID)
Gestione casi tipici: monofase/trifase, aumento potenza, vincoli, condomìni
Per velocizzare un preventivo pratiche
• Comune/indirizzo + foto quadro / contatore
• Potenza FV (kWp) e inverter (kW)
• Monofase o trifase + potenza disponibile
• Installatore (se già scelto) e dati intestatario POD
FAQ – Pratiche di connessione e allaccio fotovoltaico
Domande frequenti su pratica di connessione fotovoltaico, tempi, documenti, regolamento di esercizio, contatore e attivazioni.
È l’iter con cui si richiede al distributore l’autorizzazione tecnica a collegare l’impianto alla rete: include richiesta, preventivo, accettazione,
documentazione tecnica, eventuali lavori e messa in esercizio.
Può farla un delegato (installatore o tecnico) per conto dell’intestatario del POD. L’importante è gestire correttamente deleghe, dati anagrafici
e coerenza tra soggetti coinvolti (impianto, POD, beneficiari, ecc.).
In genere: dati POD e intestatario, ubicazione, potenza FV e inverter, schema unifilare/descrizione impianto, dichiarazioni e schede tecniche
(inverter e protezioni), oltre a eventuali deleghe e info sulla fornitura.
Dipende da potenza, complessità e carico del distributore. Il tempo reale è spesso legato a: qualità della pratica, tempi di accettazione,
eventuali lavori e completezza degli allegati (regolamento, dichiarazioni, schemi).
Il distributore indica eventuali lavori/costi e condizioni tecniche. “Accettare” significa confermare l’avvio dell’iter alle condizioni proposte,
rispettando modalità e tempi previsti.
È il documento che definisce regole e configurazione di interfaccia/connessione tra impianto e rete (protezione, inverter, modalità di esercizio).
Se non è compilato correttamente, la messa in esercizio può bloccarsi.
In molti casi serve abilitare la misura dell’energia immessa/prelevata. A seconda della fornitura e della configurazione,
il distributore può intervenire sul gruppo di misura o sulla configurazione di misura.
kWp è la potenza di picco dei moduli. La potenza disponibile è la capacità contrattuale della fornitura lato prelievo.
Sono grandezze diverse e vanno gestite con criterio, soprattutto se si prevedono nuovi carichi (PDC, EV).
Sì: incidono su configurazione impianto, limiti e modalità di immissione, scelta inverter e documentazione. Anche l’eventuale aumento potenza
o modifica fornitura può richiedere valutazioni specifiche.
In pratica: la messa in servizio riguarda l’impianto “che funziona” dal punto di vista elettrico; la messa in esercizio è il completamento
dell’iter col gestore di rete con documenti, verifiche e abilitazioni necessarie.
Il RID è un meccanismo di valorizzazione dell’energia immessa in rete. In genere ha senso quando l’impianto produce più di quanto si riesce
ad autoconsumare, e vuoi monetizzare il surplus.
Dati incoerenti (POD/intestatario), allegati incompleti, schemi non allineati alla configurazione reale, mancanza di deleghe,
e compilazioni “a metà” di regolamento e dichiarazioni.
Spesso sì: soggetti coinvolti, disponibilità spazi, gestione del POD/fornitura, ripartizioni e documentazione. Conviene inquadrare da subito
la configurazione (uso comune, utenze, eventuali assetti collettivi) per evitare rifacimenti.
Dipende dal contesto: tipologia edificio, vincoli paesaggistici/centro storico, potenza e modalità di posa. In caso di vincoli,
la parte autorizzativa va verificata prima di partire con l’installazione.
Sì: posso gestire la parte pratiche/documenti in coordinamento con l’installatore, così l’impianto resta “pulito” lato connessione e attivazioni,
e tu eviti stop per integrazioni o incongruenze.
Sei un installatore e vuoi esternalizzare le pratiche? Oppure sei un privato e vuoi un iter “chiavi in mano” lato documenti?
Scrivimi e ti rispondo con una checklist rapida.